sabato 10 ottobre 2009

Ci credereste se vi dicessi che una grande opera e' all'80% sensoriale inconscia e al restNte frutto di cultura tecnica autocostruita?Picasso diceva" io non cerco, trovo".quello che distingue i maestri dai mediocri e' saper vedere l'effetto dinamico e fermarsi al punto giusto.Un pittore mediocre passa tante volte in un capolavoro durante il suo dipingere,pero' non se ne accorge e la sua visione manieristica lo induce a continuare sfasciando effetti bellissimi.La grande arte non e' il frutto di un ragionamento logico e razionale.la casualita' viene plasmata da una grande ed incosciente sensibilita'. anche l'arte virtuale obbedisce a questo principio.E'facile per me con iPhone buttere giu' dei colori casuali poi magicamente aggiustando sensualmente accade l'effetto dinamico che produce lirica,dramma o poesia e mi fermo.Tutta l'arte del 900 e'andata verso il semplicismo togliendo l'inutile fino ai tagli di fontana, fino ad uscire dalla tela trasformandosi in istallazioni. Io continuo a credere nell'effetto radiale di luce e colori in una superficie piatta.
I miei lavori sono pubblicati in Fuzzy shot,Clowdy,Snaplog.La discussione sulla presenza verticale della pittura mi induce a porci una domanda.Avete mai provato la senzazione,ammirando un quadro,di trovarvi avanti ad un muro o ad palazzo di dieci piani? Tutto cio' scaturisce dalla grandezza del pittore di creare lo spazio della realtà.In piu' si aggiunge il concetto della prospettiva aerea.Piero della Francesca,Michelangelo,Caravaggoi,Picasso sono i piu' grandi. In un monitor occorre rapportare questo fenomeno ma e'altrettanto realizzabile.Longhi,Veermer sono riusciti a dare questa sensazione in misure piccole, propio come il nostro monitor.Nel prossimo parlerò della spiritualità e del carattere che determina il modo di operare e quindi del carattere della pittura.

venerdì 9 ottobre 2009

Sembra impossibile ma una luce virtuale in uno schermo completamente piatto puo' creare una illusione di materia concreta così come in un a pittura del Caravaggio o Rembrant o Van Ghoog.Io non ci credevo finche' mi e' successo.Non e' questione di potennza o mega pixel o magia dell'operatore ,e'un problema di sensibilita' artistica che continua a perpetuarsi pur cambiando le tecniche.La forma e l'equilibrio dei complementari danno l'idea dell'umanizzazione del lavoro.la profondita' e la prospettiva caricano l'opera in modo da sconfinare nella spiritualita' piu'o meno mistica per non parlare del verticalismo,Prossimo argomento di un nuovo post .grazie per la cortile attenzione.

mercoledì 7 ottobre 2009